È l’unico settore dell’edilizia italiana che in questi anni di crisi riesce a crescere persino sul fronte interno e a guardare con ottimismo ai prossimi anni. La quota di mercato delle costruzioni in legno è passata, nel nostro Paese, dallo 0,5% nel 2008 al 6% lo scorso anno. E si prevede di raggiungere il 15% nel 2015. Certo, parliamo di numeri ancora relativamente piccoli e siamo lontani dalle percentuali del Nord Europa (il 30% in Austria e l’80% nei Paesi scandinavi).
«La richiesta di abitazioni in legno in Italia è cresciuta molto – spiega Johann Waldner, presidente di Lignius (Associazione delle case prefabbricate in legno) – ma soprattutto si è distribuita su tutto il territorio nazionale». Non più solo Trentino Alto Adige e Nord Italia, per capirsi: ora si riscontra grande interesse anche al Centro e al Sud. Sta cambiando il modo di intendere l’abitazione da parte degli utenti, che sempre più spesso cercano soluzioni di qualità, sicure e sostenibili. «Ora deve cambiare anche la cultura del costruire – dice Waldner – che deve tornare ad avere un’etica, mettere al centro le persone, non solo il profitto».

(Fonte: Il Sole 24 Ore, link all’articolo)

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  • Nicky Bibian

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